Storia della DMT

La danza ha sempre avuto un potere taumaturgico e terapeutico: fin dai tempi antichi, essa ha risposto a diversi bisogni dell’essere umano, tra cui quelli di esprimersi, di comunicare, di dare forma a emozioni interiori, di collegarsi con il divino, e ha segnato passaggi importanti nella vita dell’individuo e della comunità.Isadora Duncan

Nei primi decenni del XX secolo la forma artistica della danza, in occidente, si liberava dei codici rigidi della danza classica e si apriva a nuove esperienze, formulando nuove tecniche e pratiche. Isadora Duncan fu una delle prime danzatrici che si opposero ai rigidi dettami della tecnica classica accademica e che propose un modo più libero di danzare.

Alcuni danzatori e danzatrici (Ted Shawn, Ruth St. Denis) martha graham1fecero ricerche che li portarono a integrare, nelle loro danze e coreografie, i movimenti e le danze di altri paesi (in particolare India e Indonesia); altri, come la danzatrice e coreografa Martha Grahamintrapresero una ricerca sul movimento e la danza perché diventassero espressione della propria interiorità e potessero comunicare emozioni o immagini profonde.

La Danza Movimento Terapia nasce in questo contesto, negli Stati Uniti negli anni ’40, ad opera delle danzatrici Marian Chase, Trudi Schoop e Mary Whitehouse. Essa, recuperando la tradizione antropologica della danza come modalità di cura, si sviluppa secondo diversi orientamenti teorici, tra i quali quello psicodinamico.

La Danza Movimento Terapia a orientamento psicodinamico (l’approccio terapeutico che utilizzo) integra le nuove esperienze creative ed espressive di pratica della danza con le modalità terapeutiche della psicoanalisi (Freud, Jung) e, soprattutto, del modello psicoanalitico inglese delle relazioni oggettuali (Winnicott).

Le tecniche di osservazione e analisi del movimento proprie della DMT sono l’Analisi del Movimento di Rudolf Laban (Laban Movement Analysis, LMA. Video ne La pagina della danza) e il Kestenberg LabanMovement Profile (KMP, con cui Judith Kestenberg ha analizzato e osservato i movimenti dei bambini da 0 a 6 anni).

La specificità del modello psicodinamico sta nel fatto che, all’interno della relazione significativa tra paziente e terapeuta, il movimento assume la valenza di “ponte” di comunicazione; ciò permette alla persona di divenire maggiormente consapevole del proprio modo di essere internamente, psichicamente e cognitivamente. 

Vengono così sperimentate e ritrovate nuove connessioni corpo-psiche e collegamenti di senso importanti per una evoluzione positiva e meglio equilibrata della propria esistenza.